Affreschi e luoghi: Tenui giochi di luce in cima alla collina del Prado

    A gambe incrociate sul prato, in mano un libro. Si serrano le pagine, e tutto resta in silenzio. Nella tridimensionalità accentuata della sua posizione, muta e armoniosa, vede piccoli gruppi di bellissimi umani che parlano tra di loro. Qualche uccello già canta per il tramonto imminente. Le architetture gotiche del monastero de los Jerónimos sono addolcite dal colore tenue di questa luce.

    Sdraiato sull’erba nuda. Il sole è sceso dietro il corpo effeminato del Palace Hotel. Nel cielo nuvole diradate, e un grande azzurro; i rami ancora nudi e scheletrici degli alberi si stagliano neri dolcissimamente barocchi su di esso. Sopra l’insegna dell’hotel, i colori caldi leggeri sereni e luminosi delle nuvole pastello arancione. Delle rondini li attraversano.

    Le braccia incrociate sotto la nuca, guarda dritto sopra di sé. E un gabbiano vola, e più d’uno, e il loro ventre bianco è riscaldato dalla luce del sole, che vi arriva diretta. E allora sì, realizza che chi riesce ad astrarsi, a salire molto in alto, o ancora meglio a volare, non smette mai di essere rivestito dalla bellissima luce che il sole dona a chiunque.

Foto di Enrico Giordano
Foto di Enrico Giordano
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