Cani e walkies al sole

Una canzone: Fabrizio De André – Â duménega

Fatevi dei cani, amateli e trattateli bene

  Uscire con le mie due bellissime cagnoline solo per il piacere di camminare e correre con loro nel verde, con un cielo che più azzurro di così non si può. È generalmente domenica o sabato o qualsiasi altro giorno della settimana in cui mi posso prendere un’ora o due per farle scatenare, farmi guardare con quegli occhietti eccitati: “E ora dove corriamo? Eh? Eh?”. La linguetta che spunta sempre fuori per dire che sì, abbiamo corso, ma potremmo fare walkies per tutta la vita.

  E allora si attraversa subito la strada e già si è in campagna, in collina. Il prato meraviglioso che sta sotto casa ha solo un difetto, che è un gioiello, un prato smeraldo racchiuso; manca della vastità necessaria per le walkies straordinarie, non riesce a contenere del tutto l’esplosione di vita negli occhi e nelle zampe delle due cagnoline quando si accorgono che sta per succedere quella cosa. E allora tirano, e anche correndo è difficile stargli dietro, ché vogliono la collina per scalare, la campagna per correre, gli odori delle mille piante e fiori e animali che hanno la fortuna di avere a portata di zampa. Si corre verso quella che è la formula magica per una felicità a portata di tutti, la felicità dei bambini e dei saggi, la spensieratezza di sole libertà e natura.

  E si cammina e corre per ore e non ci si rende conte del tempo e dei kilometri. E ci si immerge in ogni tipo di cose, per fortuna ci sono gli stivali e i jeans vecchi e bucati; terra ovunque, spesso secca, polvere che s’alza dagli innumerevoli passi uno dopo l’altro, e immergersi nelle piante alte quanto te, e vedere i cani che impazziscono e nel silenzio di musica luce e natura sapere solo dai loro occhi bocca e coda che si stanno divertendo da morire. E una delle due cerca sempre di rotolarsi nella cacca di cavallo e a volte ci riesce, perché lei è una cacciatrice, deve assolutamente coprire il proprio odore.

  Ed è la stessa bellissima perfetta con un occhio azzurro che ti trafigge ogni volta, ogni volta che ti guarda. Che vuole sempre correre, che spesso è litigiosa, che cammina veloce veloce lupa con le sue zampette ed è sempre pronta e aspetta solo te per divertirsi insieme, che è la più perfetta delle creature. E l’altra ti verrebbe voglia di stringerla, di mangiarla, che è un salsicciotto che cammina sculettando. E appunto, vedere le loro code e zampette davanti a te che zompettano precedendoti nell’eccitazione del cammino e saltellano e non sanno regolare o contenere la propria frenesia è qualcosa che ti riempie il cuore.

  In quella collina è sempre primavera. Ma quando anche i fiori se ne accorgono, e profumano il tuo cammino di polline, petali, foglie e sole, e anche se è febbraio e dopo ti metterai la giacca fatichi a stare anche solo in maglietta per l’esplosione di caldo e vita, allora ti senti immerso in bellezza e vita a tal punto che ne diventi parte, e…

  È difficile spiegare cosa si prova quando sei in totale assenza di pensieri, sei solo endorfina e leggerezza, sei solo ciò che vedi, e vedi solo bellezza. E sole e cani felici e natura e movimento.

  L’unica consolazione del ritorno c’è di domenica, quando sai che ti aspetta un sunday lunch preparato per ore con la maestria di uno chef. E tutti i problemi sono con le nuvole, leggeri, non si sa dove. E vedi le cagnoline stravolte che si buttano a terra accanto al tavolo, la lingua ancora fuori, a riprendere fiato. E dà una soddisfazione impossibile da descrivere. Credo che sia assimilabile a vedere il proprio bambino dormire e respirare dopo una giornata in cui ha riso come un pazzo. E intanto nel tuo corpo scorrono sangue ed endorfina, e quando aprono gli occhi per qualche secondo ci si incrocia lo sguardo, e c’è una complicità di cui nessun altro al tavolo in quel momento può rendersi conto. E già pensi che dopo, dopo il caffè, se riesci a muoverti dopo il sunday lunch, dopo hai proprio bisogno di un altro walkies, ché l’endorfina non basta mai e a quelle loro zampette non dispiacerà correre ancora.

Shanti a caccia di odori. Foto di Enrico Giordano
Shanti a caccia di odori.
Foto di Enrico Giordano
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